Scrivete qui se avete domande sul progetto e su come realizzarlo nella vostra terra

Commenti: 10
  • #10

    A Carlotta (venerdì, 28 febbraio 2020 10:26)

    Cara Carlotta,

    hai ragione, salvaguardare quello che ci hanno lasciato le nostre famiglie è importante e anche fare in modo che sia opportunamente valorizzato per le generazioni successive.

    L’installazione di un design in permacultura o di una foresta commestibile vi darà la possibilità di avere raccolti sicuri perchè è una tecnica naturale ed basata su aspetti fondamentali di biologia, vi consentirà di imparare tecniche per la gestione della vostra terra con poca fatica e in sinergia con l'ambiente.

    Io insegno permacultura in Germania e in Italia con workshops e corsi da 5 anni. Inoltre faccio anche consulenze e sviluppo design per privati. Mio padre si occupa della prima visita, che effettuiamo a nostro investimento, per valutare tutti i parametri necessari a poter preparare il design su misura per il tuo terreno: esposizione al sole, vento, vegetazione presente, inclinazione della terra, acqua, fiumi, animali, temperatura media, altitudine, grandezza del lotto, ecc.

    Se sei interessata possiamo metterci in contatto e valutare insieme il da farsi.
    Ti lascio l' email di mio padre : vincenzo@massa.pw

    Fammi sapere,

    Grazie,

    Stefano.

  • #9

    Carlotta santoleri (mercoledì, 26 febbraio 2020 21:48)

    Buonasera,volevo fare questa cosa già da una decina di anni. Mi sembrava totalmente infattibile.oggi ho entusiasmo da vendere oltre che un'azienda agricola biologica molto grande. La mia azienda,produce grano olive ed uva oltre che occuparsi della trasformazione di questi in vino ed olio(da generazioni,ed ugualmente da generazioni in bio).oggi,io e la mia sorellina (per me sorellina...solo per una questione anagrafica rispetto a me,perchè poi invece è un importante architetto)stiamo pian piano subentrando lasciando spazio di riposo alla nostra mamma,ormai stanca e provata. Mbè,come dicevo,la nostra azienda gode dell'esistenza di un suo polmone verde,mai toccato,un bosco totalmente naturale abitato da quercie ,pini,fragoline,pungitopo etc.etc... chiederemmo perciò una vostra gentilissima consulenza perchè si,siamo ragazze giovani,che hanno studiato sodo per uscire dal duro mondo dell'agricoltura,ma che alla fine ne sentono un richiamo troppo forte...e abbiamo bisogno di avvalerci di persone valide. Potremmo non cambiare il mondo,ma quantomeno...cerchiamo di tutelare quello per cui le nostre famiglie hanno speso tempo,arte ,amore e grande passione! Ringraziamo in anticipo.

  • #8

    moreni.giuseppe@libero.it (lunedì, 30 settembre 2019 11:39)

    Buongiorno e complimenti per tutto quello che fate,
    per la mia foresta commestibile, sono alla ricerca di alberi da frutta naturali su piede franco, senza incalmatura, che voi sappiate esistono aziende/vivai che offrano meli, caki, prunus, in varietà, propagati senza innesto su radici proprie?
    grazie
    _Giuseppe

    moreni.giuseppe@libero.it

  • #7

    Evita (sabato, 13 aprile 2019 09:13)

    Salve! La foresta ce l'ho,mi manca il food..
    o meglio abbiamo in concessione un ettaro circa di terreno terrazzato che tra i venti e i dieci anni fa veniva coltivato come orto,sono presenti anche alberi da frutto melo,pero,cilegio e susino qui e la e un fico. L'abbandono progressivo ha portato la macchia toscana a riappropiarsi della terra nelle parti più alte- giovani frassini cerri lecci e pioppi-eriche arboree agrifogli lentisco pungitopo viburno-
    E una gran quantità di rovi nelle piane più basse che stiamo estirpando manualmente anche per la presenza della frutta.
    Ho avuto la fortuna di fare diverse esperienze di coltivazione,ma questa sarà l'Epica impresa, e mi chiedo come creare la convivenza migliore.Ci sono testi o conoscenze a cui posso attingere?
    Buona primavera!

  • #6

    Lucio Domenico Barbiera (domenica, 12 marzo 2017 16:28)

    Buongiorno,
    ho saputo dell'esistenza della Foresta Commestibile da parte di un mio amico.
    Ho guardato bene tutto il sito, poi ho visto su youtube molti video che illustrano la foresta commestibile. Ho guardato i video linkati da questo sito, la foresta commestibile in Australia, in Giappone con intervista al fondatore. Oltre a delle realtà negli Stati Uniti, in Giordania ed anche in Italia. Tra cui Cuneo, Adro (Bs), Milazzo (Me), Chianni (Pi) ecc.
    Notando di conseguenza che la foresta commestibile è tranquillamente applicabile ovunque (o quasi).
    Mi auguro che le realtà di foreste commestibili possano sempre più essere la norma. Saranno sempre più importanti per il recupero della fertilità del terreno, della qualità dell'aria e per il ripopolamento di tutte le specie di animali del posto.
    Vi scrivo perché con la mia famiglia, da un po' di anni abbiamo avviato un'impresa agricola nel terreno della nostra famiglia, più in qualche appezzamento acquisito pochi anni fa. La nostra azienda agricola "Baronia della Pietra" si trova ad Alessandria Della Rocca (Ag), nell'entroterra della Sicilia; dove produciamo olio e vari tipi di vino, sia rosso sia bianco.
    Per ovvie ragioni, la stragrande maggioranza del nostro terreno è ricoperta da filari di vigneti e da oliveti. La parte restate è occupata da alberi da frutto di ogni varietà (fichi d'india, meli, peri, limoni, fichi, uva da tavola, albicocco, pesco ecc); però più che altro per uso personale, oltre al filare di pini che porta dall'ingresso dalla contrada, fino alla casa.
    Seppur non abbiamo la certificazione ufficiale, la nostra coltivazione è integralmente biologica.
    Seppur mantenendo comunque la vocazione attuale dell'azienda sul vino e l'olio, vorrei sapere se era fattibile riconvertire il nostro terreno in foresta commestibile.
    Se sarà fattibile, vorremo tenerlo in considerazione.

    Per dare un'idea chiara del nostro terreno, questo è il sito della nostra azienda:
    http://baroniadellapietra.it/

    Lascio anche la pagina facebook:
    https://www.facebook.com/baroniadellapietra/?fref=ts


    La ringrazio per la sua disponibilità.
    Distinti Saluti!

  • #5

    greta (giovedì, 08 settembre 2016 13:32)

    Ciao,
    forse non hai ricevuto (o ti è sfuggita) la mia risposta di due settimane fa, dunque, dato che non mi ricordo più cosa ho scritto...non mi resta altro che ringraziarti: grazie, grazie, grazie! Terrò presenti tutti i consigli che mi hai dato: sono (e saranno) preziosissimi!
    Con l'inglese scritto me la cavo piuttosto bene, un po' meno con il parlato ma credo sia solo questione di pratica...
    Una sola domanda mi viene in mente (poi non disturbo più): come posso fare a procurarmi dei semi (che posso riprodurre) di varietà autoctone (locali) magari rustiche e/o 'antiche' (biologici)? Perché so che esistono gli scambi ma, per ora, ovviamente, non ho nulla da scambiare e vorrei evitare di comprare semi ibridi e sterili. C'è qualcuno che li vende o dona?
    Grazie ancora per tutto
    Greta

  • #4

    greta (domenica, 28 agosto 2016 19:24)

    Ciao,
    ancora mille grazie per tutti i consigli, le dritte e le idee che mi hai dato: cercherò di seguirli il più possibile tutti.
    Ora l'unica cosa che mi manca sono i semi da piantare: non vorrei andare a comprare sementi ibride ai consorzi, bensì cercare dei semi riproducibili presso persone del luogo, magari di varietà locali che, per questo motivo, sono più resistenti ed adatte al terreno e al clima.
    Con l'inglese me la cavo piuttosto bene (almeno leggerlo, poi nel parlarlo sono un po' più arrugginita).
    Ho salvato anche questo link e pian piano leggerò tutto.
    Grazie ancora per il tuo incoraggiamento e per avermi sempre risposto.
    Greta

  • #3

    Laforestacommestibile (mercoledì, 24 agosto 2016 20:39)

    Ciao Greta,
    per la casa consiglio i vasi grandi, non è superfluo ! prova, e sperimenta la magia di un seme che diventa qualcosa di nuovo, anche se non sarà qualcosa di grande come dimensioni, è grandioso da fare e vedere finito come progetto. Ricorda la regola di coprire con la materia morta ciò che semini per la ritenzione idrica. Nei vasi grandi metti in consociazione fino a tre tipi di semi per vaso. ( i vasi che intendo sono quelli profondi, circolari e grandi) Aiutati con le chart del sito e dai il via al tuo mini orto in casa. In caso ti senti fantasiosa puoi fare un po di vertical gardening ti lascio un link per ispirarti : http://balconygardenweb.com/plastic-bottle-vertical-garden-soda-bottle-garden/ .
    Si all'estero sono più all'avanguardia con questo tipo di progetti su workaway cerca Permaculture in qualsiasi paese e ti uscirà dove potrai aiutare, lo stesso se cerchi Food Forest.
    Per Eco-Building la migliore è la stagione estiva, certo le balle di fieno ! Fieno, terra/creta, acqua, mischi tutto insieme e formi i "Bricchetti" oppure la colla che tiene tutto insieme. Puoi usare anche bottiglie di plastica, ruote delle macchine, e lascia uno spazio tra il muro esterno e il muro esterno, se fai un grande progetto, per isolare completamente l'interno della casa dal freddo e dal caldo. Io ho trovato molte informazioni a riguardo su Pinterest, youtube, e siti affiliati sotto i commenti. Ho letto e visto tutto in inglese ora non so come ti trovi tu con le lingue.
    Permies.com è un altro grande sito di permacultura mondiale dove le persone si scambiano le informazioni su come fare food forests, progetti di permacultura eco building e simili.
    Ti auguro il meglio Greta,
    Grazie ancora per avermi scritto

  • #2

    greta (mercoledì, 24 agosto 2016 16:54)

    Ciao,
    ti ringrazio tanto: la tua risposta mi è stata utilissima e mi ha dato ancora più speranza e determinazione e poi il sito è una miniera ricchissima. Sono felice non sia utopia e condivido appieno tutto quello che hai scritto: sulla vita che è un esperimento, sulla natura e come ce l'hanno dipinta, sul fatto che dipendiamo in tutto e per tutto da lei (com'è vero!) e sul "pian piano" come parola-chiave. (Inoltre non conoscevo Alan Watts: lo aggiungo alle cose da leggere.)
    Wwoof lo conoscevo, infatti avevo intenzione di utilizzarlo (anche perché ha l'assicurazione compresa) ma, cercando le parole-chiave che mi hai suggerito, anche su work-away ho trovato molte realtà bellissime che sarebbero perfette per il mio progetto. Quindi forse mi iscriverò anch'io ad entrambi. Immaginavo di rimane in Italia ma, se dici che altrove sono "più avanti" in queste cose, potrei cambiare idea. In ogni caso pensavo sarebbe meglio prima "farmi le ossa" sperimentando a casa dato che, anche se ho sempre osservato gli altri fare l'orto e il giardino e badare agli animali, non ho mai coltivato nulla. Secondo te è superfluo? E, in caso contrario, per quanto tempo almeno?
    Per i soldi, dato che inizialmente mi servirebbe anche un tetto oltre il terreno (anche se sogno di costruire con le balle di paglia), pensavo al crowd-funding: ho visto diversi siti dedicati e alcuni sono specifici per progetti in agricoltura e affini.
    Ignoravo molte delle funzioni degli animali terrestri perché ero ferma a quelli del sottosuolo: un po' alla volta leggerò tutto.
    Grazie, un abbraccio

  • #1

    greta (mercoledì, 17 agosto 2016 19:09)

    Ciao,
    da tempo ho capito l'importanza di un'agricoltura e di uno stile di vita diversi da quelli imperanti oggi e, pian piano, ho scoperto e mi sono appassionata all'agricoltura naturale (o sinergica e "del non fare"), alla permacultura, sino a scoprire l'idea della foresta commestibile. Da un po' penso che vorrei cambiare vita, vivere di agricoltura (fatta in questo modo) però non ho studiato per questo e, per quanto io legga, mi sembra di saperne ancora poco e non a sufficienza per far nascere un progetto di vita del genere, considerando anche che (al momento) vivo con i miei genitori, sono sola a coltivare questi sogni-progetti e senza risparmi da parte. Penso, inoltre, che mi servirebbero molto delle esperienze pratiche per imparare più cose possibili in merito. La mia idea (a grandi linee e compressa in due righe) sarebbe di (acquisito un terreno) partire con un orto sinergico (per avere ortaggi e frutta mentre la food forest cresce) e affiancarvi una piccola food forest sperimentale da ingrandire nel tempo; poi, con gli anni, se la situazione lo permettesse ed altre persone si saranno unite al progetto, tenere delle galline e, magari, altri animali e chissà un giorno arrivare ad ampliarsi fino a diventare una piccola fattoria (o villaggio?/comunità?) ad impatto zero ed autosufficiente sotto tutti i punti di vista, che possa anche essere un modello per altri...tutto in un ottica permaculturale ma che mi permetta da subito di superare l'autosufficienza e poter vivere di questa attività. So che esistono dei luoghi simili. Perciò volevo farvi alcune domande:
    - per dare vita al vostro progetto in quante persone eravate? E (se posso) che budget avevate? Secondo voi è fattibile anche partire da soli? E con pochi euro? Oppure è pura follia?
    - quanto terreno servirebbe come minimo per l'orto sinergico iniziale e/o la food forest? Quanti anni all'incirca può impiegare una food forest a crescere?
    - è possibile sfruttare un bosco già esistente per far nascere una food forest? Oppure si va a turbare l'equilibrio del bosco stesso?
    - per ora non mi vengono in mente altre domande
    Spero non mi abbiate maledetto per la mia prolissità e spero riuscirete a rispondere ai miei quesiti perché per me è una cosa molto importante e credo sia necessario che sempre più persone facciano scelte di vita in controtendenza rispetto alla massa perché questa nostra madre terra (e quindi anche noi) ne ha estremo bisogno.
    Vi ringrazio di avermi (assieme ad altre persone) ispirato e infuso fiducia a riguardo.
    Buone cose